Gli aspetti positivi di questa quarantena per i bambini

Vogliamo proseguire nel dare supporto alle famiglie con figli piccoli e questa volta vogliamo dedicare qualche riflessione a tutto ciò che di positivo possa scaturire da questo periodo di chiusura, distanziamento sociale e cauta ripartenza.
Ce ne parla Martina Benini, educatrice del Gruppo La comune.

Le preoccupazioni degli adulti spesso non coincidono con quelle dei bambini, anche nei casi in cui sono preoccupazioni legate proprio alla condizione dei bambini.

In questo lungo periodo in cui i bambini sono stati costretti in casa molti genitori si sono preoccupati relativamente a diversi aspetti: gli spazi angusti, la mancanza di stimoli, la nascita di paure, la difficoltà a comprendere ciò che stava succededo, la mancanza di relazioni….

Vorremmo innanzitutto tranquillizzare i genitori dicendo che i bambini hanno risorse incredibili e una capacità di resilienza da cui magari anche gli adulti potrebbero imparare qualcosa.

Sicuramente ci sono stati grossi cambiamenti, nuove regole e elementi che dovranno rielaborare nel corso del tempo. Ma non tutto deve essere letto come negativo!

Rileggere la quarantena con uno sguardo positivo

Proviamo ad affrontare un punto alla volta: rileggiamo la quarantena con uno sguardo positivo.

  1. Il potere della fantasia
    La percezione degli spazi di un bambino rispetto ad un adulto è differente. Uno spazio angusto per un adulto possono essere percepiti più ampio dal bambino. Questo banalmente dipende dalle proporzioni (i bambini sono più piccoli e percepiscono le grandezze in base alla loro altezza o in base ai propri punti di riferimento) ma può dipendere anche dall’uso che di uno spazio può essere fatto: una stanza di pochi metri quadri può trasformarsi in un castello, in un treno o in un vascello, in una città, in una scuola…
    La fantasia dei bambini è potentissima e nel momento in cui sono nel bel mezzo di un gioco trasforma “veramente” le cose in altro.
    Quindi non preoccupatevi: in bambini non sono stati sempre “chiusi in casa” e nel limite del possibile cercate sempre di favorire gli slanci di fantasia che loro possono avere, mettendo a disposizione cose e oggetti che possano sviluppare ulteriormente il loro gioco e la loro creatività.
  2. La mancanza di stimoli: un reale problema?
    La paura che i figli non abbiano avuto e continueranno a non avere stimoli può essere sfatata.
    Innanzitutto da più parti ci si sta attivando a mantenere i contatti con i bambini con vari strumenti (didattica on line, corsi sportivi a distanza, video chiamate con i propri insegnanti, laboratori specifici…noi per primi lo stiamo facendo!).
    Inoltre non è detto che i bambini, lasciati a loro stessi non sappiano cosa fare. Al contrario invito i genitori ad aiutare i bambini ad interagire con gli stimoli verso i quali i bambini si dirigono spontaneamente, per diventare come degli amplificatori.
    Come dicevamo i bambini hanno tantissima immaginazione, che è una grossa risorsa che in questo momento può essere stimolata. In casa ci sono tanti oggetti: tubi di cartone, porta uova, tavoli, sedie, cuscini..cosa possono diventare? Quali storie si possono creare?
    Infine anche la noia non deve fare troppa paura. I bambini figli di questa epoca sono abituati a ricevesere sempre fin troppi stimoli. La loro vita non ha momenti davvero vuoti. Quindi ben venga se imparano a confrontarsi anche con questo, perchè è proprio all’interno del tempo lento e senza stimoli esterni che si possono tirare fuori nuove risorse. E ciascun bambino, anche i più piccoli, potranno imparare anche a gestire la frustrazione del non avere niente da fare, imparando a rielaborarla in maniera positiva.
  3. Gli imprevisti possono essere opportunità
    Man mano che un bambino cresce impara in maniera naturale che possono esserci degli imprevisti e che questi vanno affrontati.
    Il lock down sicuramente è stato un imprevisto impegnativo per tutti. Credo che anche per gli adulti sia importante riflettere su questo aspetto, su come a volte la vita metta di fronte ostacoli che per forza di cose bisogna trovare il modo di superare. Questi ostacoli possono rallentare le nostre corse, possono cambiare le nostre priorità ed esigenze, possono cambiare gli obiettivi che volevamo raggiungere…
    Anche i bambini hanno dovuto affrontare questo imprevisto e sicuramente lo stanno provando a rielaborare, ovviamente ciascuno con i propri strumenti e in base all’ età.
    Ma recepire questo grande insegnamento, che un imprevisto o un ostacolo non vanno visti come elementi esclusivamente limitanti ma possono anche essere visti come opportunità, è una cosa davvero importante.
    Quante cose è stato possibile fare in quarantena che altrimenti non avremmo potuto fare? Abbiamo trovato modi alternativi per continuare a fare le cose che amavamo fare prima? Abbiamo trovato altre cose interessanti a cui dedicarci? Abbiamo scoperto nuovi modi di giocare?
  4. Imparare dalle esperienze
    E’ importante riflettere con i figli su cosa è successo: cosa ci sta mancando di più, cosa abbiamo scoperto? Ad esempio l’importanza del lavoro di squadra (tutti rispettiamo la stessa regola), l’importanza delle relazioni e dei contatti (quanto mi faceva stare bene giocare e parlare con il mio amico). Quali sono le cose nuove che ho imparato (es. ho coltivato una piantina, ho cucinato la mia prima torta, ho aiutato la mamma ad apparecchiare la tavola)ho parlato di più con i miei fratelli…)
    I bambini hanno bisogno di rielaborare le esperienze che vivono. Lo fanno in parte in autonomia attraverso il gioco ma poter essere supportati in questo dal dialogo con i genitori è importante! Stimolateli a raccontarvi le loro conquiste di questo periodo, stimolateli a vedere tutto quello che sono stati in grado di fare, scoprire e vivere, piuttosto che rimarcare le privazioni di questa situazione.
  5. La famiglia come luogo principe dell’educazione dei bambini
    Questa affermazione potrebbe sembrare una banalità. La famiglia da sempre è il luogo principale dedicato all’educazione dei bambini.
    Ma in questo particolare momento storico i genitori sono chiamati a riscoprire e ad assumere pienamente il ruolo di educatori dei propri figli, avendo in parte perso il supporto degli altri attori normalmente coinvolti in questo processo (la scuola, gli insegnanti, gli educatori, gli istruttori delle discipline sportive….)
    Il valore educativo può essere riscoperto grazie al nuovo contatto con i figli, più approfondito e pù costante: i bambini possono assorbono da noi ma possono anche stupirci e mostrarci nuove modalità di resilienza e positività. Il dialogo con loro può essere davvero uno scambio arricchente e nutriente in entrambe le direzioni!
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