Il nostro impegno: Le case comuni. Sfida e innovazione

Le Case Comuni sono un progetto nato ormai da 6 anni che noi continuiamo a portare avanti con grande passione!

Da dove ha origine il progetto

Nel 2012, in occasione di un incontro sul tema dell’abitare per le persone con disabilità a cui eravamo stati invitati, abbiamo con stupore colto che le soluzioni prospettate erano solo quelle della comunità: una struttura più o meno grande ma sempre differente da una vera e propria casa.

Come se il destino ineluttabile di una persona con disabilità intellettiva fosse quello di restare in famiglia e poi un giorno – con l’avanzare degli anni dei genitori o con la scomparsa di essi – essere trasferito in una comunità, senza aver avuto modo di costruirsi un’autonomia e di “diventare grande”.

Infatti c’è un altro grande tema legato alla disabilità intellettiva: l’atteggiamento diffuso, che noi abbiamo colto in oltre un decennio di attività con persone disabili e con le strutture diurne, è quello di non ritenere il disabile mentale una persona che passa dall’essere ragazzo/a, a diventare un giovane e poi un adulto, ma di pensarlo come una persona “immersa” in un eterno stadio infantile.

Abbiamo quindi voluto prima di tutto affrontare la questione da un punto di vista teorico, stabilendo dei punti fermi che potessero guidarci nell’agire:

  • L’esperienza che accomuna tutti è quella di aver acquisito una serie di competenze e di essersi responsabilizzati solo dopo essere andati a vivere fuori dalla casa dei genitori
  • Vedersi in grado di superare difficoltà e assumersi responsabilità ci permette di percepirci come adulti
  • La persona con disabilità intellettiva ha lo stesso diritto di compiere questo fondamentale percorso di crescita, supportato senza che gli venga tolta la possibilità di autodeterminarsi..

Abbiamo quindi voluto tradure questi punti in qualcosa di concreto, analizzando alcune buone pratiche esistenti a livello europeo e cercando di portare nel nostro contesto il concetto di co-housing fra pari.

Da qui l’idea de LE CASE COMUNI: appartamenti in cui vivono alla pari giovani con disabilità intellettiva e giovani coetanei, studenti universitari o giovani lavoratori, a seconda delle età.

Come si vive nelle Case Comuni?

In questi appartamenti sono le persone che decidono, in un livello paritetico, cosa far da mangiare, chi deve pulire la casa, chi deve fare cosa e come vanno fatte le cose.

C’è il supporto di un’équipe educativa che però non risiede nelle case, ovvero copre alcune fasce orarie in modo da permettere ai giovani con disabilità di acquisire competenze, sia quelle pratiche (prendere in autonomia i mezzi pubblici, fare la spesa, fare la lavatrice…), sia soprattutto quelle relazionali.

Questa convivenza tra pari genera anche un importante cambio di prospettiva: nella maggior parte dei casi il giovane disabile, quando vive in famiglia, vede di fatto che tutto ruota intorno a lui;  in una convivenza fuori casa, invece, lui non è più il centro dell’attenzione ma deve imparare a relazionarsi alla pari con altre persone. Deve quindi essere accompagnato a costruire delle relazioni diverse e in questo modo a imparare a essere adulto.

Il “resto” avviene in maniera spontanea e naturale: tra coinquilini si creano inevitabilmente dei ruoli e delle dinamiche relazionali: c’è chi è più bravo a fare la lavaqtrice, chi cucina meglio, chi è abile a fare le pulizie. C’è chi è disordinato e chi è più metodico. c’è chi è più tranquillo e chi più esuberante.

Ma ciascuno impara a condividere spazi e vita con gli altri, in un rapporto di rispetto reciproco e di crescita continua.

E le famiglie d’origine?

Anche i genitori vanno accompagnati in quello che è il loro nuovo ruolo genitoriale: devono imparare a riconoscere il figlio come adulto, in maniera analoga a quanto succede a un qualunque genitore nel momento in cui il figlio si stacca dal nido per spiccare il volo in autonomia: il percorso deve permettere di staccarsi dallo stereotipo del genitore apprensivo/controllore che relega il figlio in un ruolo eternamente controllato per approdare, ancora una vuolta, a una nuova dinamica relazionale.

Continuiamo a sognare…

Oggi abbiamo 3 appartamenti attivi, uno  in via Novara e gli altri due in zona Isola.

Stiamo lavorando per poter  aprire un quarto appartamento nel 2020, per permettere a tre nuovi giovani che ci hanno contattato di realizzare il loro sogno e di “diventare grandi”.

Unisciti a noi

Ci sono diversi modi per unirti a noi nella realizzazione di questo progetto!

Cerchiamo nuovi studenti e/o giovani lavoratori per una delle nostre case: se sei o conosci ragazzi tra i 19 e i 32 anni che abbiano voglia di vivere un’esperienza unica CONTATTACI! O spargi la voce!

 

Se vuoi diventare volontario e passare del tempo con le persone che vivono nelle Case Comuni INVIACI la tua candidatura!

 

Se vuoi sostenere i nostri progetti AIUTACI a far crescere i sogni dei ragazzi che vivono nelle case, la loro autodeterminazione e la loro autonomia!

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